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Italian post punk / hardcore veteran act AFFRANTI premiere new joyful record “La Paura Più Grande”!

AFFRANTI!
There’s no denying that a lot of AFFRANTI‘s aesthetic sounds like your favorite 90s post hardcore / alternative mathy post punk and it’s exactly the sort of thing you’d find on their new record “La Paura Più Grande”, which we’re incredibly proud to premiere below! From the jangly guitars and almost spoken word parts, to breezy rhythms and more explosive bursts, these guys made jams that lurch firmly towards alt punk territory. The group was conceived in 1997, released one demo and 2 full lengths and a split with Bologna band SUMO and now are back with a brand new offering, offering some polishing up of her original sound and delivering anan  extremely good, subtly knack for your listening pleasure. Recorded in a live recording studio session in Genoa for their new record label Burning Bungalow, the LP brings back one of the most underrated Italian bands and uncovers an undeniably impressive performance. AFFRANTI are still proving to be exhilarating and unpredictable and “La Paura Più Grande” is a sign that they might just be getting better at it. Listen for yourself and leave your thoughts in the comments section below.

The band commented:

“With our bared nerves on the wire of time, from 1997 up today, from the rough sound of the of the beginning to the broken and tormented symmetry of the last record, where you can hear all the suffering of a trembling awareness, while all the scars begin to bleed again, the breath becomes breathlessness, and only chills can keep us afloat.”

“La Paura Più Grande” by AFRANTI is available today via numerous DIY labels and distros: Burning BungalowStrigide Records, Sonic Reducer, Smartz Records, Messaggi, TUTTI PAZZI fanzineCSA nEXt Emerson,  Dreamingorilla Records, Klas productionInsonnia Lunare Records, Dove Corri?, minoranza di uno Autoproduzioni, Equal Rights, Lanterna PirataShove Records, Scatti Vorticosi Records, and Salterò!

Curio: The band’s drummer Lorenzo is also a memebr of GLI ALTRI.

Lyrics:

01. INSEGNAMI

Insegnami a guardare e a riconoscere a ogni passo tutte le parole del mondo
Insegnami a giocare a sporcarmi le mani Insegnami a sbucciarmi le ginocchia
Insegnami a toccare A stringere le dita sui pensieri Insegnami a parlare con la pelle
Insegnami a non sopportare A mai pensare di conoscere Insegnami a non arrivare
Insegnami il futuro Insegnami i percorsi fra il presente e il sogno

02. LA TERRA BRUCIATA DAL FUOCO

Ogni azione sembra come la pioggia che cade sulla terra bruciata dal fuoco
E io mi sento come un morto che cammina fra i morti E penso Penso che ogni azione sia proprio come la pioggia che cade sulla terra bruciata dal fuoco In fondo, l’ho sempre saputo Io non sarei mai riuscito a cambiare niente E penso che ogni azione non serva assolutamente a niente
E allora credo sia meglio distruggere tutto ma non faccio altro che chiudere gli occhi sperando, illudendomi che tutto possa scomparire
Non c’è niente che possa aggiustare Nulla che io riesca a fare Tutto quanto è soltanto un errore Troppo crudele, troppo grande
Mi muovo lentamente come se stessi giocando con il fuoco e avessi paura di scottarmi senza capire che la paura più grande dovrebbe essere
che il fuoco si spenga lentamente in silenzio

03. V

Hai mai sentito l’odore dei pensieri che bruciano?
Fuori fa freddo il pavimento è gelato e a me sembra di sentire l’odore dei pensieri che bruciano
Fuori fa freddo il pavimento è gelato e a me sembra di sentire tutta la rabbia dei pensieri che bruciano
Il tempo soffia via la polvere ma non solleva dal petto questo peso non riesce a sollevare dal petto questo enorme peso
E la rabbia continua continua ad esplodere
Non c’è più la persona che credevo di essere Non è mai esistita la persona che credevo di essere
Rimangono grida accecate che conosco ma non riconosco E rimane un vuoto
e il suono di una voce che non riesco a sopportare Riesci a sentirlo, adesso l’odore dei pensieri che bruciano?
E’ un attimo Poi tutto comincia ad esplodere

04. PUNTO DI FUGA

Manca lo spazio Manca il posto in cui muoversi Manca lo spazio Manca il luogo in cui muoversi E quando c’è lo spazio Manca la prospettiva E se c’è lo spazio
Manca la prospettiva
Linee diritte da un punto ad un altro Senza punti di fuga
Posso appendermi o lasciarmi cadere Posso appendermi e aspettare di cadere
Muovermi lungo le linee Strisciare lungo le linee Raschiarvi contro il corpo Creare sfumature
Lo spazio in frantumi apre gli occhi ai colori E la vita abbandona le sue scatole Perchè qui non si perde che la speranza di perdersi

05. SULLA SCENA DEL DELITTO

E’ vuoto lo sguardo che alza le mani che non riconosce che non ricorda
un pensiero, un volto, un gesto che non appartiene se non al passato
E non ha niente da nascondere
Il tempo è scaduto non è il mio respiro non sono i miei passi non è il loro rumore è una voce, un grido che batte i pugni chiuso dentro una scatola
L’urlo è vecchio L’urlo è muto L’urlo è vuoto L’urlo è costruito E i muscoli non tremano I nervi non si tendono Guarda i miei occhi Adesso, guarda i miei occhi
Non hanno niente da nascondere L’urlo è stanco
Nasce nella gola e finisce nella gola
L’urlo è stanco Nasce nella gola E arriva alle orecchie svuotato
L’urlo è stanco Nasce nella gola E un’eco arriva ad orecchie svuotate
L’urlo è stanco

06. LE MIE PAROLE

La parola esibita mi rende nudo e confuso si libera per il desiderio di essere espressa
per una combustione spontanea dettata dal bisogno di esprimersi
trattienila anche solo per un attimo e gettala via il più lontano possibile
che resti solo una vaga interpretazione di ciò che è stato raccontato
Io non ho mai parole abbastanza Mai abbastanza parole Ho solo parole deludenti Ho solo parole che mi deludono Sempre mi mancano
E sempre mi deludono
Io non ho parole pregnanti Io non ho parole cangianti Io non ho parole mutevoli Io non disarticolo
Io non ho parole che svelino Non ho parole che riposino
Io sono senza aggettivi Io sono senza predicati Io indebolisco la sintassi Io consumo le parole
Le parole mi si consumano
Io non ho mai parole abbastanza Mai abbastanza parole
Le parole mi si consumano E sempre mi deludono Sempre, mi mancano

07. CHE POI (MAURO PELOSI)

Vedo per strada quella solita gente che ogni giorno mi schiaccia e mi annulla gente che in fondo è buona e sincera buona e sincera
Che poi non è vero
Penso al lavoro, a tutto il tempo passato Ora almeno ho in tasca qualcosa Non sarà molto ma è denaro sudato Son soldi puliti
Che poi non è vero
Torno a casa e lento salgo le scale Si apre la porta, un caldo sorriso E’ la mia donna che ormai da sempre mi rende felice
Che poi non è vero
E finalmente lui che mi corre incontro con gli occhi che ridono E lo prendo sulle ginocchia E’ così piccolo Ed è l’unica risposta a tutti i miei perchè E ti pare niente, avere lui Può crollare il mondo, io ho lui io ho lui

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